NEFILIM - I GIGANTI ABBATTITORI DEL 22-23 sec. a. C. che volevano sterminare l'umanità

NEFILIM - I GIGANTI ABBATTITORI DEL 22-23 sec. a. C. che volevano sterminare l'umanità

NEFILIM - I GIGANTI ABBATTITORI DEL 22-23 sec. a. C. che volevano sterminare l'umanità

NEFILIM
Il significato del termine è
“giganti abbattitori - violenti ed uccisori”

Coloro che avranno il privilegio di leggere questa opera... sicuramente non staccheranno gli occhi dal libro finchè non avranno finito di leggerlo!
536 pagine elettrizzanti... illuminanti e chiarificatrici! - L'Editore

Per le menti brillanti e indagatrici
(non sarete delusi)

L’avvenimento fondamentale a cui fa riferimento Armando Amari nel suo libro riguarda una stupefacente scoperta archeologica fatta nel 1983 quando insieme ai suoi due amici ricercatori (Enzo e Rosy) ha investigato gli scavi presso il sito archeologico di Damqut, nello Yemen. Gli eccezionali ritrovamenti fossili relativi ai giganti hanno purtroppo innescato un dramma che ha visto l’aggressione, l’arresto, la carcerazione e la confisca di tutte le loro attrezzature e del prezioso materiale archeologico nonostante possedessero i permessi diplomatici di Roma e delle autorità yemenite.

La serie di domande che si è posto giustamente Amari nel suo libro sui Nefilim riguarda altrettanti misteri da svelare: perché questo accanimento per censurare le scoperte archeologiche inerenti questi esseri giganteschi alti fino a sette metri e anche più? Quale complotto internazionale si nasconde dietro la deliberata soppressione di queste antiche testimonianze fossili? Come è possibile che la scienza accademica sia così oscurantista? Forse la scoperta degli antichi giganti mette in crisi il dogma evoluzionistico? Chi potevano essere stati i padri biologici di questi giganti? Essi costituiscono ancora un pericolo per il genere umano.

Oltre all’archeologia, ci sono delle testimonianza scritte che menzionavano l’esistenza dei giganti sulla Terra in epoche passate? Perché e come scomparvero improvvisamente dal pianeta? Chi o che cosa fu responsabile della loro completa estinzione? La scienza della genetica è in grado di svelare il mistero della loro natura? Il libro di Amari ha dato risposta a tutte queste domande.

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NEFILIM: I GIGANTI ABBATTITORI che volevano sterrminare la razza umana nel 22-23 sec. a.e.v.



Anno 2016 d.C.
Ora gli umani devono sapere!
Si può evitare il prossimo sterminio

Osserva la breve presentazione che L'Autore fa di questa sua strepitosa opera


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RETROCOPERTINA

Sin da bambino viaggiavo spensieratamente nel mondo della fantasia. Volavo, cavalcando le nubi dei sogni e delle favole. Mi vedevo nelle vesti sgargianti e splendenti, di un bellissimo principe in groppa ad un destriero, dal manto immacolato! Indossavo una rilucente armatura e brandivo una favolosa spada magicamente arcana.
In tale veste, sognavo spesso avventurose lotte fra Orchi, Streghe, cattivi Maghi, Giganti e Draghi che emettevano fuoco e fiamme dalle narici. Il fine ultimo delle mie “coraggiosissime” lotte, era quello di liberare inermi e bellissime principesse, che guarda caso, somigliavano sempre alla ragazzina che abitava al piano di sopra, e di cui ero segretamente innamorato (all'epoca avevo circa 8 anni).
Le mie fantasiose, eroiche galoppate, avevano anche lo scopo di appropriarmi di favolosi tesori e filtri magici, che avevano il potere di donare l'immortalità ai cavalieri più coraggiosi. Ma per arrivare a ciò, dovevo prima combattere contro una schiera di favolosi Giganti. Spesso cattivi e con poteri malefici. Ma ero disposto a tutto, pur di liberare principesse, dame e fanciulle varie, che ovviamente, somigliavano sempre alla ragazzina sopracitata. In tale contesto, mi vedevo trasformato in un temibile… Cacciatore di Giganti!
Fin qui la fantasia, analoga a tanti altri ragazzini della mia età. Tuttavia, una cosa che non avrei mai immaginato e, neppure sognato (al di là dell'immaginazione adolescenziale), era il fatto che un giorno, sarei diventato veramente un… Cacciatore di Giganti…! Il presente libro è la storia di questa incredibile avventura!

“Nel mito vi è sempre unfilo di verità.”

“Se la mia teoria si fosse rivelata esatta, avrebbe dato una tremenda scossa a milioni di persone…! Io stesso venni preso da tremore angosciante, dopo aver elaborato tale fantastica ipotesi. Eppure, i fatti e le incontestabili prove, parevano darmi ragione.”
L'Autore


CODICE NEFILIM

Quando lo vidi per la prima volta, restai quasi paralizzato dallo stupore. Non riuscivo a credere ai miei propri occhi. Stavo sognando o, quello che avevo davanti agli occhi era frutto d’un crudele destino? Eppure era lì, davanti a me! Ci vollero più di venti minuti prima che la logica riprendesse la sua giusta sede, entro la confusione traumatica che aveva momentaneamente sconvolto la mia razionalità.

Avevo la netta impressione che il destino mi stesse giocando uno scherzo crudele. Eppure quello che avevo davanti agli occhi materializzava più di venticinque anni di affannose ricerche. Febbrili indagini svolte in tutti i siti possibili ed immaginabili. Quelli erano istanti che non avrei mai più dimenticato. I miracoli, spesso avvengono quando meno te lo aspetti. Quello che troneggiava sulla roccia, era per me un vero, inatteso evento mistico. La prova che affannosamente avevo ricercato per anni e anni!

Quello che stavo osservando con ipnotica meraviglia, provocava nel profondo del mio animo, una reazione mista a incredulità e, una strana sensazione di panico. Ero improvvisamente divenuto apprensivo. Non per quello che avevo davanti agli occhi, ora di per sé innocuo, ma per ciò che rappresentava. Per quello che nei millenni passati era sinonimo di paura, terrore e morte! In ultima analisi, quell’eccezionale ritrovamento era come un premio per le mie lunghe e decennali ricerche. Una prova che nessuno poteva ragionevolmente contestare.

Ma perché mi trovavo in quella particolare situazione? Andiamo per gradi.

Come ricercatore letterario, navigo spesso negli intricatissimi labirinti delle superstizioni ultramillenarie dell’umanità. Una scelta di vita che spesso mi ha portato agli estremi confini della mia esistenza. Cioè rischiare seriamente in prima persona, pur di svelare arcani misteri relegati nell’oblio delle leggende, ritenute da tutti semplici favole prive d’ogni benché minima consistenza razionale! “Il mito è, solo e soltanto… mito!” Niente di più errato…!

Dovevo scoprire un mistero da millenni ritenuto enigmatico ed inespugnabile! Tale estenuante ricerca era palesemente giustificata da una tenace investigazione capillare che da anni continuo a svolgere in prima persona. Si trattava di svelare un mistero che da circa seimila anni, stravolge la vita stessa dell’intera umanità. Sembrava un’impresa titanica. Eppure quello che mi si presentava davanti, era autentico. Genuino come l’oro! Pareva una sfida agli stessi concetti metaforici, atti a porli sul piano storico facendoli evidenziare non più come fantasiose pandemie popolari ma, come fatti realmente accaduti ed avvalorati da ulteriori testimonianze. Bisognava navigare nel chimerico mondo del mito.
Quello che avevo davanti agli occhi, incastonato tenacemente nella viva roccia, era collegato ad una parola misteriosa che da decenni, turbava ed assillava quella sacrosanta pace mentale, diritto a cui anelano tutti gli esseri umani, era una parola che in apparenza sembrava non avere nessun legame con la realtà. L’unico filo esistente, la incatenava indissolubilmente con il mondo fantasmagorico della mitologia. Devo ammettere che questa, era inizialmente la mia piena convinzione.

Anni fa non avrei mai immaginato che tale ricerca mi avrebbe portato ad affrontare ostacoli mai prima immaginati e apparentemente inespugnabili. Tali baluardi, erano in stretta relazione con quell’emblematica parola. Esisteva praticamente in tutte le culture del mondo!

La prima evidenza l’ebbi nel Marzo del 1981 quando, visitando un sito archeologico nell’Alto Egitto, venne fortunosamente rinvenuto un rotolo di papiro sigillato all’interno di un’anfora, posta alla base della tomba di un alto funzionario alle dirette dipendenze del Faraone Tut-Moosek (Terza Dinastia). Conteneva un testo che citava la richiesta del Principe-Sacerdote “Akennon”. L’ingiallito rotolo, conservato miracolosamente grazie al clima secco del deserto, tornava alla luce dall’oblio tri-millenario.

Nella traduzione poi effettuata da esperti linguisti, emerse che il Principe-Sacerdote, faceva urgente richiesta di grano al “Vice-Faraone-Jusuf” a motivo di una devastante carestia che stava decimando uomini e bestie.

La cosa mi parve strana, non tanto per la carestia che in varie epoche aveva colpito più o meno gravemente l’Egitto, quanto per il titolo di “Vice-Faraone”. Negli annali dell’antico Egitto non si fa menzione di tale titolo. Di fatto il figlio del Faraone è designato come Principe Ereditario, mai come Vice-Faraone. Al massimo, esisteva il titolo di “Gran Primo Ministro”. Vi è una sola eccezione. È riportata nel racconto biblico della Genesi ed è la storia di Giuseppe, venduto dai fratelli. Il racconto dice che il Faraone vide in sogno sette spighe di grano mature e, piene di chicchi. Poi apparvero altre sette spighe ma quasi del tutto rinsecchite e, con pochissimi chicchi. Nella visione notturna di Faraone, apparvero anche sette vacche grasse che pascolavano tranquillamente. All’improvviso
giunsero inaspettatamente sette altre vacche magrissime le cui ossa erano visibili sotto la pelle. Queste assalirono e divorarono le sette vacche grasse ma, loro stesse, non ingrassarono di un grammo. Al mattino Faraone, profondamente turbato da simile incubo, pretese che i suoi maghi e astrologhi gli svelassero il sinistro significato del sogno. Tuttavia nessuno fu in grado di farlo finché il suo coppiere personale non gli disse che un tale ebreo di nome Giuseppe, era in grado di rivelargli il sogno. Giuseppe viene chiamato a corte e rivela il sogno dichiarando che esso era di origine divina. Dio rivelava che l’Egitto avrebbe avuto sette anni di grande abbondanza. Vi sarebbero stati cereali e grandissime quantità di grano in tutto il paese. Poi, sarebbero giunti sette anni di grave carestia. Non vi sarebbero stati più viveri e il paese si sarebbe trovato in grave tribolazione perciò, continuò Giuseppe, Faraone doveva mettere da parte un quinto di tutti i viveri d’Egitto per ogni raccolto e depositarlo in grandi granai fatti costruire appositamente. Inoltre, tutto quello che gli egiziani possedevano come scorta di cibo, doveva essere consegnato affinché il popolo non soffrisse quando sarebbero giunti i sette anni di grave carestia.

Faraone, colpito dalla grande sapienza di quello schiavo israelita, lo nomina al di sopra di tutto l’Egitto e, lo investe quale Vice-Faraone, per provvedere ad ammassare il grano e i cereali necessari ai sette anni
di carestia. Che il titolo di “Vice-Faraone-Jusuf” ritrovato nel rotolo di papiro si riferisca proprio a quel biblico Giuseppe (Jusuf) non è accertato, tuttavia le coincidenze come la carestia, il titolo e, l’epoca (2300 a.C.) collimano straordinariamente.
Il punto focale del papiro, non era per me la richiesta del Principe- Sacerdote al Vice-Faraone, o che il personaggio ivi descritto, corrispondesse al racconto biblico, ma una frase alquanto misteriosa riportata verso la fine del rotolo, essa diceva:

Viaggia sicuro attraverso la grande terra di sabbia. Presta attenzione ai nemici del dio Rha. Il dio ti ripari dal grande caldo con le sue mani piene d’ombra! Il dio Rha combatterà contro i Nhepiloiim! Il dio Rha combatterà per proteggerti!

Nhepiloiim, è la traduzione di… NEFILIM! Quella, fu la prima volta che udii questo nome. Era il Marzo del 1981.

Ecco l’origine del nome: Vi sono tre tipi di scrittura egizia le cui origini ancestrali, pare abbiano avuto la genesi nell’Asia Occidentale. La prima, quella ufficiale, veniva usata dallo stesso Faraone, dai suoi principi, dai suoi ministri e da tutti i notabili al suo diretto servizio. Era comunemente chiamata scrittura Geroglifica e, prevalentemente era usata per questioni diplomatiche o, reali. Quando, al contrario, era necessario scrivere ad inchiostro su papiro per questioni di praticità ed urgenza, come nel caso della richiesta del Principe-Sacerdote sopracitato, veniva usata la scrittura detta DEMOTICA, cioè una sorta di geroglifici in corsivo minuto. Infine, per l’uso quotidiano cosiddetto “al momento”, veniva usata una scrittura ancora più semplice chiamata, IERATICA.

Quello che accomunava le tre variazioni linguistiche, era il termine “Nhepiloiim”, che non subiva nessuna variazione fonetica.

La cosa continuava a sorprendermi.

A differenza dei Geroglifici, la lingua più arcaica imperante nell’antico Medio Oriente, al di là dei confini con l’attuale Turchia, veniva ,usata una scrittura ancora più antica detta “Cuneiforme”. Essa consisteva di segni impressi sull’argilla ancora fresca e, dalla forma quadrettata. La scrittura veniva impressa usando uno spillo che terminava a “cuneo”. Da qui il termine “Cuneiforme”.

Tale scrittura è di solito datata fra il 3400 e il 2700 avanti Cristo. Eccezionalmente, alcuni decenni fa, fu rinvenuto un cono di laterizio, proveniente dall’antichissima Ur de Caldei. Esso fu datato al 4000 avanti Cristo. Vi erano incisi dei caratteri che, in pratica, “inauguravano” la costruzione di un immenso palazzo che doveva “raggiungere i cieli”. Negli stessi caratteri cuneiformi, la tavoletta conservata nell’antica biblioteca di Assurbanipal (tavoletta 396-UC), narrava anche le gesta di Gilgamesh, il Noè babilonese per alcuni, un re sumero per altri. Nella saga di Gilgamesh, l’eroe tenta d’introdursi nel sacro bosco degli dèi, per appropriarsi delle foglie dell’immortalità. Ma a guardia della foresta sacra, vi è un gigante dalla forza spaventosa il cui nome è “Humbaba”!

Humbaba è la traduzione caldea di… Nefilim.

Trovavo molto strana la concatenazione esistente fra varie culture abissalmente distanti tra loro, in quanto a usi e costumi, nonché provenienti da continenti diametralmente opposti fra loro, ma che di fatto, menzionavano indiscutibilmente il termine Nefilim, in relazione a una sfida di natura Divina. Dovevo necessariamente scoprire chi mai fossero questi cosiddetti Nefilim. Fu così che, nel 1981, decisi una capillare, sistematica ricerca nel mondo delle lingue antiche e, moderne. Dovevo scoprire se il termine Nefilim, era collegato con tutte queste erudizioni e, se sì, quale ne era il sinistro scopo.

In tale contesto, esaminai attentamente la scrittura Maya. Anche se piuttosto giovane, rispetto a quelle orientali, tale idioma aveva la sua propria caratteristica. Questa veniva impressa su vasi e cocci in terracotta, lasciati poi seccare al sole. In altri casi veniva dipinta con vivaci colori. Questi ultimi, non avevano una motivazione estetica ma, in base alla tonalità cromatica, ne veniva alterato il senso letterario. In altre parole, la scrittura Maya, si serviva anche dei colori per dare significato “fonetico” ai propri scritti.

I caratteri erano secondo lo stile “pittografico”, ad imitazione dei geroglifici egiziani ma, a differenza di questi, di gran lunga più complicati, al punto che per generazioni gli studiosi non riuscirono a decifrare la scrittura ideografica dei Maya. Soltanto negli anni a cavallo tra il 1950 e, il 1960, gli archeologi, con l’apporto di valenti linguisti, riuscirono a decifrare parte degli ideogrammi. Prevalentemente, una di queste sezioni, narrava di Re e delle imprese di svariati “Eroi”. Al presente, almeno l’ottanta per cento dei pittogrammi è stato decifrato. Proprio in uno di questi “quadri” si narrava la storia di “Xechoqua”, il gigante giustiziere servo del dio sole, cavalcante il grande serpente alato.

Xechoqua, è la traduzione Maya di… Nefilim.

Ho trovato lo stesso termine praticamente in tutte le lingue conosciute. Nei caratteri Cinesi, in quelli Arabi, Runici, Greci, Scandinavi, Celtici, Indiani e Latini. Sì, persino tra piccoli insediamenti oltre il Circolo Polare Artico e, fra tribù sommerse dalla giungla dell’Africa centrale e, quella ben più lussuriosa dell’Amazzonia nell’America Latina. Scoprii tracce della terminologia nefilistica in tutti gli angoli del nostro pianeta. A tutti i costi, ero determinato a svelare il mistero che si celava dietro a questa parola. Chi erano questi Nefilim e, perché hanno stravolto l’intero nostro pianeta? È così che inizia questa “caccia ai Giganti”!
Amari Armando


INDICE

TESTIMONIANZE DI TESTI ANTICHI XIII
PREMESSA XVII
INTRODUZIONE 1

CAPITOLO 1
OSSA GIGANTESCHE!
UN FULMINE A CIEL SERENO!
L’INIZIO DELL’AVVENTURA
LA SORPRESA

CAPITOLO 2
L’AVVENTURA CONTINUA
UNA DATA IMPORTANTE
UNA SCOPERTA
UNA BRUTTA SORPRESA

CAPITOLO 3
NUOVE SCOPERTE MISTERIOSE
LE FOTO

CAPITOLO 4
LA FIGURA DEL RICERCATORE
LETTERARIO
UN MADORNALE ERRORE
ABITANTI MISTERIOSI
IL PROFESSOR, DARIO BRUNI!!

CAPITOLO 5
IL CODICE D.N.A
VIAGGIO A NAPOLI
L’ISTITUTO GALILEO FERRARIS

CAPITOLO 6
VISITA AL MUSEO

CAPITOLO 7
L’INCREDIBILE SCOPERTA

CAPITOLO 8
IL QUADRO PRENDE FORMA

CAPITOLO 9
LA MALEFICA… STRATEGIA!
L’UNIVERSO DELL’INVISIBILE
LA LINGUA GENETICA E I BUCHI “INSPIEGABILI”!

CAPITOLO 10
LE MISTERIOSE SPARIZIONI
AVVERTENZA PER IL LETTORE

CAPITOLO 11
FINALMENTE, UN FILO DI LUCE!
DE CICO ALVAREZ

CAPITOLO 12
PRIME… INQUIETANTI LUCI
IL LEGAME MITOLOGICO

CAPITOLO 13
UN’ALTRA INCREDIBILE SCOPERTA
UNA LOGICA RIFLESSIONE SUL GIGANTISMO
ANTIDILUVIANO
CHE DIRE DELL’UOMO ANTIDILUVIANO?

CAPITOLO 14
CARPENTIERI “ARCHEOLOGI…!”
LA CHIAVE ARCHEOLOGICA
CACCIA AI REPERTI SCOMPARSI Il Giallo di Milano

CAPITOLO 15
L’AVVENTURA DELL’HIDALCO
LA CACCIA CONTINUA

CAPITOLO 16
DINOSAURI E GIGANTI, A… MILANO?
LA GENESI DEI GIGANTI
L’ENIGMA, INIZIA AD ESSERE SVELATO!


CAPITOLO 17
UN TASSELLO AL SUO POSTO!
UNA LOGICA PREMESSA
LA MÈTA FINALE
UN FRAMMENTO IN TERRACOTTA
IL TALLONE D’ACHILLE!
L’ULTIMA GRANDE SFIDA

CAPITOLO 18
ATLANTIDE, CONTINENTE MISTERIOSO
L’ULTIMA STRAGE!
L’ULTIMA BATTAGLIA
L’ODIO
...UNA REMOTA POSSIBILITÀ…!
L’ESISTENZA DEI NEFILIM 1 UNA LOGICA RIFLESSIONE
SAN GIORGIO: UN EROE ANTIDILUVIANO?

CAPITOLO 19
LE SORPRESE CONTINUANO!
L’ARCA DI NOÈ
INCOMBE IL DILUVIO UNIVERSALE!

CAPITOLO 20
LA SFINGE! ANTIDILUVIANA?
LA LASTRA DI TEOTIHUACÁN

CAPITOLO 21
LA DIABOLICA TELA…!
L’INDIZIO RELIGIOSO!
NOÈ S’IMBARCA SULL’ARCA!
UN BRUTTO PRESENTIMENTO!
LA PESANTE PORTA SI CHIUDE…!
IL DRAMMA!
GLI AVVENIMENTI!

CAPITOLO 22
ANTICHI MANOSCRITTI!
PERCHÉ MAI SOLO OTTO PERSONE FURONO SALVATE?

CAPITOLO 23
L’ARCA E I MONTI DELL’ARARAT
SVELATO L’INTRIGO CELESTE!
I FATTI!

CAPITOLO 24
L’INTRIGO PRENDE FORMA!
L’ESCA DIABOLICA!
CONTINUA L’INTRIGO CELESTE!

CAPITOLO 25
L’IMPREVISTO!
“DIVINA LEGALITÀ”
L’IDENTIFICAZIONE DEI FIGLI DEGLI DEI…!
NEFILIM:
DEMONI:

CAPITOLO 26
QUALE MISTERO SI NASCONDE NELL’“AREA
51?”
LE RIVELAZIONI
“CLONAZIONE…!”

CAPITOLO 27
L’ULTIMO TASSELLO, E IL QUADRO È
COMPLETO!
FAUNI, CENTAURI, SIRENE, ARPIE, SFINGI ECC…ECC.
CONCLUSIONE: LA CACCIA È TERMINATA!
UNA BELLA GIORNATA

CAPITOLO 28
TUTTO QUESTO SI RIPETERÀ OGGI!

CAPITOLO 29
FALSI E CONTRO-FALSI!
LA NEMESI
ALTRE…!
LA PROVA DELL’IMBROGLIO!

CAPITOLO 30
ALBUM FOTOGRAFICO E APPROFONDIMENTI
FOTO DELL’AUTORE
ROBERTO GIACOBBO
L'ISOLA DI PASQUA
INCISIONI RUPESTRI
DENTE FOSSILE GIGANTE
ESEMPI DI GIGANTISMO MODERNO
ALTRE EVIDENZE DA VARIE FONTI
STAZ. FERROVIARIA MILANO (1926)
SFINGE DI GIZA
LA MITOLOGIA
ARTICOLI DI GIORNALE
IMPRONTE DI GIGANTI
BUFALE DEL WEB
LE LINEE DI NAZCA
IL PARACAS CANDELABRI
COLLEZIONE IGDA:
HANS-JOACHIM ZILLMER:
EVOLUZIONE RESPINTA
GLEN ROSE
SCAVI A PALUXY RIVER
UOMINI E DINOSAURI INSIEME
L'APATOSAURUS DELLO UTAH
“MOSAICO DEL NILO” A PALESTRINA
SIGILLI MESOPOTAMICI
LE PIETRE DI ICA
SCHELETRO AL MYSTERY PARK
IL MISTERO DI SACSAYHUAMÁN
L’ENIGMA DELLE SFERE
L'ENIGMA DEGLI OLMECHI
LAVORI DI PRECISIONE SU PIETRA
COSTRUZIONI MEGALITICHE
GRADINI ALTI 80 CM?
PROCESSO A DARWIN
LA TEORIA EVOLUZIONISTICA CONFUTATA
MATEMATICAMENTE
EVOLUZIONE O INVOLUZIONE?
IL GIGANTE DI CASTELNAU
POPULAR SCIENCE MONTHLY 1895
ERODOTO
GIGANTE ANNUNNAKI
MASCHERE BOLIVIANE
“DINOSAURI E GIGANTI A MILANO?”
QUAL È LA CORRETTA INTERPRETAZIONE DI GEN. 6.1-4?

L’AUTORE

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Energia atomica sul Monte Carmelo


Elia Carmelo


Il prof. A. Freeman, LL.D., Litt.D., in una lettera al direttore di The Flame, ha detto: "La vostra menzione del Carmelo su The Flame (La Fiamma, numero di maggio-giugno) mi ricorda alcuni fatti rivelati nell'Esposizione Biblica di Pembridge, al Notting Hill Gate, di Londra W.11, dove ci sono migliaia di reperti biblici. Due di questi, a mio avviso, dimostrano una volta di più come la Bibbia sia storicamente e scientificamente corretta. Dal New Mexico, negli U.S.A., arriva un cristallo trasparente di colore blu. Fu qui che fu esplosa la prima bomba (atomica), e in tutta la zona vi erano di questi cristalli. Ho un cristallo trovato dagli archeologi, che appare esattamente come quello del New Mexico (e anche a quelli che si trovarono dopo Hiroshima). Ho fatto esaminare i due cristalli da un noto analista di Londra, e ha dichiarato che erano esattamente gli stessi. Questa pietra con il cristallo proviene dal Monte Carmelo, ed ha più di 3000 anni di età! I cristalli sono stati incorporati su di essa. In 1 Re, capitolo 18, si legge che il fuoco scese dal cielo e consumò l'offerta e le grandi pietre dell'altare. La pietra in mio possesso è stata una dei frammenti dell'altare di pietra! Le stesse forze all'opera fatte da Dio in principio sono dunque quelle scoperte dall'uomo. Come è vera la Bibbia!"

Dalla rivista Awake! del 22 dicembre 1948 p. 19.

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