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4 - PICCOLA ENCICLOPEDIA STORICA SUI TESTIMONI DI GEOVA - VOL. IV - 1936 ÷ 1939

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Descrizione
Autore: PACE EMANUELE
Formato:  17 X 24
Pagine: 434
Anno: 2014
Editore: AZZURRA7 EDITRICE



Picc.Encicl.TG-720

Pace Emanuele
è un appassionato ricercatore e studioso, tra quelli che si possono definire uno dei maggiori esperti e conoscitori la storia italiana del Movimento religioso: Testimoni di Geova. Con i suoi volumi, ha superato “l'ufficialità” della storia presentata dalla Denominazione, nel riferire e documentare, in un certo senso, molto implicitamente, ad “interpretare” la storiografia stessa, per lo più sconosciuta ai Testimoni di Geova.

4 - PICCOLA ENCICLOPEDIA STORICA SUI TESTIMONI DI GEOVA - VOL. IV: 1936 ÷ 1939

RETROCOPERTINA IV° VOLUME

Tra il 1936 e 1939, il regime fascista, infierì con inusitata brutalità verso i fedeli alla Denominazione, determinando alla fine del mese di ottobre 1939, il totale arresto della loro evangelizzazione e delle fasi cultuali.

In questi tre anni, si registrarono diverse violenze da parte delle autorità fasciste anche mediante decisioni, spesso adottate su istigazione del clero cattolico, come fu il divieto di seppellimento della salma di un Testimone di Geova in un cimitero comunale; o il feroce ed indicibile articolo pubblicato da una rivista cattolica, vicinissima alle curie del Vaticano, dove si definirono i fedeli della Denominazione: bolscevichi e comunisti, in un momento delicatissimo per la politica interna, del regime fascista.

Sempre in quegli anni fu riproposto il tema dell’antimilitarismo da parte di alcuni giovani fedeli del Movimento, un nuovo dilemma su: militare, bellare, nell’impegno e nell’addestramento alla guerra, una faccenda di coscienza per alcuni fedeli, i quali, proponendo la loro neutralità, si scontrarono con le istituzioni statuali e con i vertici militari. In tal senso quindi, è il titolo del IV Volume: Forza fratello..., non avere paura...” una scelta dell’autore non a caso, infatti queste parole furono pronunciate da un fedele del Movimento, al nipote 17enne Testimone di Geova, il quale venne arrestato per il rifiuto ad addestrarsi alla guerra.

All’inizio dell’anno 1939, con la morte del rappresentate italiano Cuminetti Remigio, si sentì il bisogno, da parte della filiale WTS di Berna, di nominare un valido sostituto e tentare di riavviare una nuova “amministrazione” nella nazione. Ci fu così un piccolo sondaggio a cui seguì una particolare iniziativa solo per alcuni mesi, che però non portò a niente di fatto in quanto il generalizzato arresto di fedeli, spinse la WTS a rinviare ogni progetto a riguardo.

Nei primi mesi dell’anno 1940, ci furono la deportazione e vari provvedimenti delle autorità di PS, nei confronti di quasi tutti i fedeli alla Denominazione, arrestati tra la fine di ottobre e la fine di dicembre del 1939. Sempre in questi mesi, l’Ovra n. 4, deferì 26 Testimoni di Geova al Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, che li condannò tutti, nessuno escluso, il 19 aprile, ad un totale di oltre 180 anni di carcere.

Alla fine del mese di giugno 1940, la filiale WTS di Berna, tentò nuovamente di riavviare il progetto in precedenza sospeso di gestione e riorganizzazione dei fedeli del Movimento, chiaramente quelli non ancora perseguiti, in un’Italia e in un’Europa, oramai in totale belligeranza; e nonostante queste iniziative fossero motivate da profonda positività, non si ottenne un gran successo nel 1940, anzi, i pochi fedeli non ancora colpiti dall’ondata d’arresti del 1939, vennero in quest’anno ristretti in carcere o deportati al confino.

Dalla fine dell’anno 1940 e sino all’agosto 1943, la fede dei Testimoni di Geova nella nazione conobbe un pauroso e tremendo collasso, nonostante fosse viva nelle carceri e nei luoghi di confino, dove si trovava la maggioranza dei fedeli. Ma era solo questione di tempo, la fede si sarebbe presto ravvivata, con più forza e con più linfa di prima.

PRESENTAZIONE IV° VOLUME

L’autore, con questo suo lavoro, “Piccola Enciclopedia Storica sui Testimoni di Geova in Italia” ha voluto tracciare essenzialmente un percorso orientato verso un’unica precisa meta: dare riscontro, ampiezza e profondità, ai fatti che la cultura dell’uomo conserva sotto l’appello dell’antropologico e del tradizionale.

Picc. encicl. vol. 4 325Tutta una materia, da sempre, per la quale bisogna lottare per attestarne la giusta e adeguata significazione. Lottare ieri, come oggi. E non si consideri questo mio dire un’esagerazione. La storia dei Testimoni di Geova è anche lotta contro sistemi totalitari per la libertà di culto e di religione e triste a dirsi anche contro chi il cristianesimo avrebbe dovuto professarlo.

Alcune vicende, anche se poco note, sulla persecuzione dei Testimoni di Geova sotto il regime fascista, presenti nell’archivio centrale dello stato, assumono un aspetto che non sorprende e inquieta. Dimostrano come l’uso strumentale e spregiudicato della disinformazione ha avuto ieri ed ha oggi, l’interesse a creare confusione influenzando negativamente le Autorità e a generare nell’opinione pubblica discriminazione e razzismo.

La ricerca dell’autore, più interessante e sulfurea, ci dà la possibilità di seguire una riflessione antropologica costruita per offrire una lettura organica della storia di questo gruppo religioso e dell’organizzazione sociale su cui è cresciuto.

Sulla base dell’indagine e della ricerca scrupolosa, il Pace ci dà uno strumento di lettura della diversità, individuale, sociale e cultuale di un gruppo, in origine piccolissimo, che ha saputo crearsi uno spazio non soltanto dove altri avevano fallito ma anche in territori vergini, dove gli autoctoni per la prima volta hanno potuto beneficiare del riscatto del Cristo.

La documentazione raccolta evidenzia la discriminazione e la persecuzione verso un gruppo che con spirito di abnegazione, in lungo e in largo ha fatto opera di proselitismo come mai nessuno aveva fatto dai tempi dell’apostolo Paolo. Un’opera d’istruzione e insegnamento che ha dato, in assoluto, il più alto tasso di accrescimento.

Questa Enciclopedia Storica, che può essere considerata punto di riferimento per ulteriori conoscenze, tratteggia delle novità storiche perlopiù sconosciute alle fonti ufficiali. Materiale inedito che risulta, alla luce di attente ricerche, d’importanza storiografica.

Analizzarne la natura e la storia vuol dire affrontare il problema della sua influenza sull’opinione pubblica. L’iniziale opera dei Testimoni di Geova non è stata mera illusione, semmai è da considerarsi una “rivoluzione” del cristianesimo che boccheggiava notevolmente sotto l’influsso della religione di Stato, “professata” dalla stragrande maggioranza degli italiani.

La Chiesa Cattolica ha agito come gruppo di pressione tendente a influenzare i poteri dello Stato, come ben evidenziato da Sergio Lariccia, Dottore in diritto canonico e Avvocato della Sacra Romana Rota in un suo studio sul pluralismo confessionale. Questa pressione, in parte palese, è stata esercitata non solo a danno dei Testimoni di Geova ma contro tutti i “protestanti” accusati di minare le convinzioni della Chiesa Cattolica, convinta di essere l’unica vera chiesa per ordinazione divina.

Lo smarrimento della vecchia religione, avrebbe dovuto lasciare spazio al diritto inalienabile della professione religiosa dei gruppi minori, nel ricordo di un’uguaglianza cristiana abbandonata, senza disagio dagli studiosi, dai teologi e dai giuristi i quali venendo meno alle loro riflessioni etico-religiose, decisero restare muti e ciechi. La storia sarebbe stata diversa e non sarebbe sfociata nelle sue fragili posizioni che ancora oggi sopravvivono.

Pertanto, leggendo il primo volume si rivisitano gli albori di una confessione religiosa in una società complessa come quella italiana che presentava grandi stratificazioni socio-religiose e poco orientata ad aperture che si affacciavano dal “nuovo mondo”.

Purtroppo va detto che la nuova proposta, inizialmente, di fatto, era debole, nonostante le buone intenzioni. Nel 1891, Charles Taze Russell, che soprintendeva all’attività mondiale di predicazione degli Studenti Biblici, visitò per la prima volta alcune città italiane. Egli stesso dovette ammettere che i risultati non erano stati esaltanti, e disse: “Non abbiamo visto nulla che ci incoraggi a sperare in qualche raccolta in Italia”.

Un approccio critico quello di Russell. Gli esiti, nel complesso, ebbe a scrivere, si rivelarono deludenti.

Partendo proprio da questa constatazione, il libro evidenzia l’assenza di un processo d’interazione tra la religione di appartenenza e quella di accoglienza, col forte rischio di sparizione.

Le cose cambiarono dopo la seconda guerra mondiale. Alcuni missionari dedicarono la loro attenzione alla “terra di vitelli”.

Le alte gerarchie vaticane chiesero al governo dell’epoca che fossero espulsi, come risulta da un carteggio rinvenuto negli archivi statali. Salvo rare eccezioni, i missionari dovettero lasciare il paese.

Nonostante gli ostacoli però, gli Studenti Biblici si resero visibili, conformi a quell’immagine che il “potere” della tradizione religiosa italiana non era disposta a concedere, tant’è che si ponevano l’accento e le loro diversità in forme sempre più decontestualizzate.

Il Pace, sulla scorta dell’ordine cronologico che ha voluto favorire nell’offrire quest’opera, stralci di documenti considerati “rari e introvabili”. Non si tratta di semplici citazioni ma di varie annotazioni sempre più particolareggiate, sempre più esito di attente e appassionate ricerche e catalogazioni che hanno richiesto anni di studi e impegno.

Gli attenti lettori, probabilmente vi troveranno alcune inevitabili ripetizioni concettuali pur se espressi in contesti diversi ma sempre col taglio fenomenologico. Inoltre l’autore ha mantenuto il più possibile intatte le citazioni per salvaguardarne il valore storico per evitare strumentalizzazioni da parte di revisionisti senza scrupoli.

Un’opera affidabile per il materiale contenuto che anche allo studioso non lascia sbavature o sbiadite pagine di un passato senza storia.

È chiaro dunque per tutto questo che per Emanuele Pace, il suo lavoro non è un’avventura o un capriccio, ma la realizzazione di un progetto capace di parlare e di farsi ascoltare.

Non sarà “una voce nel deserto” ma sarà un documento d’inestimabile valore utile soprattutto alle generazioni a venire.

Una cosa è certa, l’autore non si pone sullo “scranno del giudice”, ma un giudice che intende valutare attentamente le fonti, prima di acquisirle a piene mani. Una riprova, questa, di un Pace studioso oltre il limite del ricercatore/raccoglitore.

Dott. Christian E. Maccarone
Presidente del Centro Studi Storico-Sociali Siciliani
Tourcoing (F) 24 settembre 2012

INDICE IV° VOLUME

CAPITOLO XIX Caparbia persecuzione (agosto-dicembre 1936) - Persecuzione dei Testimoni di Geova nella provincia di Trento - Ottobre 1936 – Mussolini decide sui TdG trentini - Caparbia persecuzione in Abruzzo - Una leggenda metropolitana nata nel 1936 sui TdG di Pescara - Rifiuto istruzione premilitare - Un’abietta delazione - Rapporto della Polizia Politica (Ovra) sul congresso dei TdG a Lucerna (Svizzera) 1936 - Le visite pastorali di Cuminetti Remigio - Rientri di TdG nel 1936 - Note

CAPITOLO XX Il funerale “interdetto” (1937) - Un’ammorbidimento nei confronti dell’autorità - Denuncia della MVSN a Costantini Guido - La colportrice Tognetti Paolina - Internazionale Vereinigun Ernster Bibelforscher - Los Testigos de - Jehova - Il funerale “interdetto” - Congresso Internazionale a Parigi - Rapporto Annuario WTS inglese 1938 - Note

CAPITOLO XXI “Forza fratello..., non avere paura...” (1938) - Squadrismo fascista all’opera nella provincia di Pescara - Un parto trigemino & il premio fascista sulla natalità - Africa Orientale Italiana - La stampa WTS-IBSA nelle indagini delle rappresentanze - Diplomatiche - Si intensifica il sequestro della stampa WTS-IBSA in Italia - “Forza fratello..., non avere paura...” - Cuminetti Remigio - Rapporto Annuario WTS inglese 1939 - Note

CAPITOLO XXII I “GRUPPI” dei TdG in Italia dal 1904 al 1939 - I “Gruppi” dei TdG in Italia - La genesi e lo sviluppo dei Gruppi - San Germano Chisone 1904 - Pinerolo 1908-1910 - Pratola Peligna 1919 - Castione Andevenno 1920 - Pietrelcina 1920-1921 - Malo 1923. - Cerignola 1924-1925. - Roseto degli Abruzzi 1925 - Sinagra 1925 - Faenza 1927 - Spoltore 1933 - Montesilvano 1933 - Pianella 1933 - Zortea (Canal San Bovo) 1933 - Badolato 1936 - Note

CAPITOLO XXIII Testimoni di Geova “Isolati” in Italia dal 1919 al 1939... - Elenco abbonati a "La Torre di Guardia" 1929 - “Isolati” Messina 1925 - Note

CAPITOLO XXIV Epilogo della clandestinità (Gennaio-Settembre 1939)... - Ricerca di un nuovo responsabile tra i TdG in Italia - Un arresto nella provincia dell’Aquila - Il durissimo attacco del Vaticano ai Testimoni di Geova - La visita pastorale di Protti Adele - Opuscolo: Fascismo o Libertà negli Usa - Rapporto alla Regia Ambasciata d’Italia a Washington - Rifiuto della tessera fascista GIL - Appunto negligente della Divisione di Polizia Politica - Arresti in Calabria - Epilogo della clandestinità - Bando della stampa WTS-IBSA - La stampa WTS-IBSA nelle maglie della censura postale - Un’arresto alla frontiera di Chiavenna - Rapporto Annuario WTS inglese 1940 - Note

CAPITOLO XXV Testimoni di Geova assegnati al confino di PS, suddivisi per anno (1935-1942) - 1935 - 1936 - 1937 - 1938 - 1939 - 1940 - 1941 - 1942 - Note

CAPITOLO XXVI La Stampa WTS-IBSA, in Italia (1936-1939) - Note